Employer Branding: l’identità dell’organizzazione 

 

La Reputazione come fattore chiave nella creazione di valore aziendale.

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31 Gennaio 2020 READ TIME: 2 min.

“The Employer Brand”. Questo è l’articolo che nel 1996 compare sul Journal of Brand Management a firma di Tim Ambler e Simon Barrow come reazione all’emergente carenza di specialisti qualificati in un mercato che sta diventando sempre più competitivo. 

Del resto, la domanda “Come può la mia azienda distinguersi dalla concorrenza?” è presente sul mercato del lavoro dall’inizio degli anni ’90 – e lo è ancora oggi. 

A oltre 20 anni dall’uscita dell’articolo, cosa intendiamo oggi con Employer Branding?  

Employer Branding, nel linguaggio comune, fa riferimento alla capacità di un’organizzazione di rendersi genuinamente e autenticamente attrattiva nei confronti dei suoi stakeholder interni, siano essi attuali dipendenti o “prospect”, ossia potenziali candidati e talenti.  

Oggi come ieri, infatti, le organizzazioni cercano costantemente di far entrare nei propri ranghi collaboratori di talento e motivati: persone che, a vario titolo, possano fare la differenza in un mercato competitivo, e per molti aspetti, saturo di contenuti e competenze sempre più diversificate. 

 

Perché fare recruiting adottando strategie di Employer Branding? 

Una recente ricerca a cura di HR Randstad ha mostrato come, nella sola Italia, oltre il 50% dei potenziali candidati dichiara che “non accetterebbe un’offerta lavorativa da parte di aziende con una cattiva Reputazione aziendale”. 

Ma c’è di più: l’Employer Branding ha un impatto molto concreto sul business, agendo in maniera significativa sulla dimensione quantitativa di un’organizzazione: la sopracitata fonte indica, infatti, un +10% di costo pagato da un’azienda con cattiva reputazione per assunzione, rispetto a quelle con buona reputazione.  

A livello globale, invece, già nel 2016 Linkedinaveva stimato una media di $4,723 di costi addizionali pagati da quei datori di lavoro che non investono sulla reputazione della propria azienda. 

Per l’organizzazione risulta quindi imprescindibile un Talent acquisition in grado di accaparrarsi i migliori talenti in circolazione.  

Questo, però, non è ancora sufficiente: una volta attratti, occorre trovare leve ingaggianti per tenerli a bordo e, auspicabilmente, renderli i primi “ambassador” dell’azienda.   

Campagne di comunicazione, eventi e Career Days da soli non bastano più: ormai il mercato del lavoro richiede di mettere in atto strategieancora più efficaci, lungimiranti e sostenibili per ottenere una capacità attrattiva di successo a lungo termine. Tutto questo rientra nel grande concetto di Employer Branding.  

A tal proposito, OpenKnowledgevanta una lunga esperienza nella progettazione di piani “Human centred sostegno di aziende che comprendono la necessità di strutturare strategie dedicate alla Reputazione e all’esperienza delle persone all’interno delle organizzazioni. Integrando le proprie soluzioni di marketing e di comunicazione a strategie multicanale in grado di convergere obiettivi di business, vision e mission aziendale, andiamo a creare l’Employee Value Proposition, di cui la felicità aziendale risulti ragion d’essere del lavorare insieme e prerogativa per il raggiungimento di un solido e sostenibile futuro di business. 

 

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Abbiamo applicato questa metodologia per creare valore per UBI.

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